Una Terra promessa… che si chiama Marte

L'antisemitismo corretto da Caracciolo nel tempo e nello spazio

Una droga micidiale sta falciando gran parte della popolazione, fra i vari produttori spicca quello dello stato di Israele, questo porta a una rinascita di forte antisemitismo al punto da organizzare il trasferimento degli Israeliani su Marte. Ovviamente non tutti gli ebrei concordano su questo progetto e una  organizzazione che oggi verrebbe definita sionista, si adopera per effettuare un grande cambiamento storico.


Al CERN lo studio sui neutrini hanno portato l’equipe del professor Paulo Ruzicka a creare una camera del Tempo, in grado di inviare persone nel passato. Yishak Shmir ha l’incarico di penetrare nel laboratorio del professore e usare la camera del tempo per fare un viaggio di duemila anni nella storia passata, cento anni prima che l’impero Romano inventasse la Syria Palestina e gli arabi abitavano ancora le grotte dello Yemen, per compiere ciò che Erode aveva provato a fare senza successo.


Ovviamente progettare una simile azione non è cosa da poco, e se il killer è pure un dipendente dalla droga, fa sì che la missione subisca una serie di inconvenienti  rocamboleschi e abbastanza assurdi da rendere la vicenda a metà fra il comico involontario e il melodrammatico, con l’inserimento di entità di universi o realtà parallele, che daranno modo a Davide Monet, involontario protagonista principale della vicenda, di reinventare un futuro meno odioso.

Vincitore del Premio Cosmo Oro del 1990 il romanzo di Pietro Caracciolo è la fiera dell’antisemitismo manifesto, dove pur di dare addosso agli ebrei, qualunque sciocchezza viene usata per dare loro la caccia. Il vento antisemita descritto nel romanzo lo rende più che attuale. Basta pensare a certe università italiane che interrompono collaborazioni con quelle Israeliane ma mantengono quelle con le università dell’Iran, paese dove impiccano le donne che portano male il velo, o quelle Talebane, dove le donne vengono lapidate, o quelle della Russia che ogni giorno bombarda strutture civili Ukraine.

Leggere questo romanzo è come leggere la narrazione antisemita dei giorni nostri. Dal 1990 a oggi le cose non sono cambiate, anzi sembra tutto peggiorato.
La trama del romanzo presenta diverse e continue svolte, che fa arrivare il lettore alla fine delle pagine senza annoiarsi.

 

Pietro Caracciolo
Nel Segno Del Serpente (1991)
Pag. 223
Como Argento 221
Editrice Nord