Svegliarsi in un mondo senza bollette della luce

Nella catastrofe di Anvil un ritorno al passato pre-corrente

Christopher Anvil è lo pseudomino di Harry Christopher Crosby Jr (1925 – 2009), autore americano cresciuto nel solco di riviste come Astounding, sotto l’egida di Campbell, sfornando una buona produzione di racconti e romanzi fra gli anni ’50 ’60 e ’70 del secolo scorso, ma poco tradotto in Italia.

Con il volume “QUANDO LE MACCHINE SI FERMERANNO” fa una divertente scorreria speculativa su una società che va sempre più dipendendo dalle macchine. Ma cosa succederebbe se d’improvviso le macchie, tutte le macchine si fermassero?

A causa di un non ben specificato incidente durante un esperimento scientifico in Russia tutti i meccanismi si fermano, l’elettricità che li azionano viene meno. Leggendo questa premessa la mente va inevitabilmente alla serie televisiva di SF “Revolution”, dove una arma sperimentale americana rende impossibile il funzionamento dell’elettricità. Personalmente non escludo che gli autori del telefilm si siano ispirati a questo romanzo, almeno nel presupposto iniziale. Ma proprio come nella serie televisiva anche nel romanzo non mancano disordini e saccheggi nelle città, e la lotta per la sopravvivenza prende subito piede e seguendo il piccolo gruppo di eroi improvvisati, fra uno scontro e l’altro, si arriverà poi alla fine e alla risoluzione del problema.

Ma per tutto il romanzo rimane sotto traccia la critica alla dipendenza dalle macchine, senza le quali gli esseri umani sembrano incapaci di cavarsela senza ricorrere alla violenza per sopperire all’incapacità di tornare a un lavoro manuale per procurarsi i mezzi di sopravvivenza.

Il romanzo è una avventura nell’animo umano, senza però le pesanti riflessioni filosofiche che ne rallenterebbero la lettura, che si presenta veloce, spigliata, lineare, senza futili complicazioni intellettuali. Una lettura semplice e divertente nel suo svolgersi verso la soluzione finale, che riporterà il mondo all’ordine, ripristinando quella che dovrebbe essere la funzione ideale delle macchine, ovvero: rendere meno complicata la vita agli esseri umani.

Una leggera lettura sulla nostra irrinunciabile dipendenza tecnologica.

Titolo Originale:
The Day The Machines Stopped (1966)
Traduttore:
Beata della Frattina
Pag. 158 
Classici Urania 167 – (1991)
Mondadori
 
 

Giuseppe Ferri