Paradox

Cover paradox

Dubito che con Paradox “la fantascienza italiana supera limiti che non dovevano essere superati”.
A Spiga steccati e muraglie importano ben poco e infatti confeziona nel suo libro una bella miscela con molte evidenti fonti di ispirazione: scenari di degrado urbano che richiamano L’arancia meccanica di Burgess più che Pasolini, grandi conflitti cosmico esistenziali attinti a piene mani dall’immaginario di William Burroughs e personaggi che paiono usciti dalle tavole sceneggiate da Alan Moore. 

Paradox parla di un cubo misterioso che viene avvistato mentre viaggia nel tempo e appare nei cieli di Roma.
Perla, ragazzina che non si arrende alla barbarie del presente, saprà coltivare il sogno di questa scoperta fino ad abbracciare una lotta che segna il destino dell’umanità e non solo.
Spiga racconta un gustoso tassello dell’eterna saga dello scontro tra l’ordine cieco e il caos libertario. 

Forse non tutti i passaggi sono riusciti, specie nell’affresco di quartiere o nell’evoluzione di alcuni caratteri.
Ma sono davvero quisquilie rispetto alla gradevole sensazione di trovarsi a “casa”, in una dimensione fantastica che ci parla di mondi lontanissimi eppure contigui al nostro dove l’equazione del potere e del sacrificio resta ancora senza soluzione.


Gianlorenzo

Per approfondire guarda il seguente link:

-massimospiga.it